venerdì 19 gennaio 2018

ELLA E JOHN di PAOLO VIRZì

Noi viviamo in mondo che ha scordato l'empatia. Disinteressato al dolore degli altri, poco rispettoso verso la morte o la malattia. Crediamo che una battuta cinica ci salverà.
Un mondo sotto la dittatura degli infelici che si sentono pure tanto cool.
Per questo ci viene naturale criticare ogni forma di compassione, bontà, interesse, nei confronti degli altri, come : buonismo. Un gesto generoso, occuparsi di un'altra persona, la generosità? Tutta roba ipocrita e politicamente corretta.
I film con valori e sentimenti positivi? Sentimentalisti, ruffiani, "ricatto morale!"

Chiaro che vivo circondato da teste di cazzo. E infatti ridono quando sentono battute penose!  ( satira!)

Io credo invece che la capacità di prestare attenzione alla vita e al dolore altrui, aiutare come possiamo qualcuno che sta male, siano cose importanti.
Come, lo sono per me, anche la tenerezza e la dolcezza.

Molti scrivono e pensano che questo sia il primo film "americano" di Virzì. In realtà aveva già girato una pellicola nella terra dei "bombardiamo per la vostra libertà. Che poi è la nostra di fregarvi le materie prime": My Name Is Tanino. Un film quasi mai citato, quando si scrive o parla del cinema di questo straordinario regista.
Comunque, in questa nuova pellicola,  il livornese ha a disposizione due grandissimi attori: Donald Sutherland e Helen Mirren. La loro recitazione , in questo film, è davvero deliziosa e commovente.
Non è facile recitare con tatto, ma senza voler essere trattenuti, un ruolo come quello del malato di demenza senile. Sutherland dona la suo John, una tenerezza, un smarrimento infantile e dolce, per nulla lezioso o costruito. C'è un uomo, il quale ha vissuto una tranquilla vita da professore universitario, che una malattia odiosa e feroce, sta distruggendo pezzo dopo pezzo. Non c'è nulla di peggio che vedere una mente brillante disperdersi, fissare gli occhi di una persona che non sa più dove si trova, chi è. Vederlo scomparire giorno dopo giorno, mentre tu sai benissimo chi è lui. Tuo padre, tuo nonno, tuo marito. Cercare di stare calmi quando va in escandescenza, quando si sporca come un neonato, quando ti prende a parolacce
Tutto questo è un dramma devastante, che non puoi affatto nascondere.
Però puoi decidere come metterlo in scena. 
Puoi decidere cosa mostrare: l'orrore della malattia (solo quello) oppure lasciar intravedere qualcosa di dolce e tenero, dietro a tutta quella sofferenza.
Io sono un sostenitore della seconda scelta. Non dico che sia vietato mostrare gli effetti della malattia, anche quelli pesantissimi. Va benissimo, ma l'essere umano non deve mai scomparire
E sapete una cosa? Come esseri umani, noi amiamo

L'amore che trova il suo manifestarsi più giusto e consono nel rapporto di coppia. Lo so, non va troppo di moda nei tempi in cui  preferiamo lamentarci che non troviamo nessuno, piuttosto che impegnarci a portare avanti una relazione
Però sono sicuro che l'abbiate capito: " La vera libertà sta nell'essere in due" Forse libri, film, convenzioni sociali, ci fan apparire esso come un ostacolo difficilissimo da sostenere, o qualcosa di così perfetto, che noi poveri mortali non possiamo gestire ed apprezzare. Per i pigri, c'è in offerta la promozione: l'amore non esiste e noi siamo destinati alla solitudine
Ella e John ci mostrano il contrario. Paolo Virzì, di nuovo vi mostra quanto mendaci e fallaci siano le vostre teorie negazioniste; cari miei nazisti sentimentali
L'amore sta nei gesti quotidiani, in certi viaggi lungo l'autostrada dove non serve nemmeno parlarsi. Perché non sono le parole dell'altro, a farci sentire bene. Ma la sua presenza.
L'amore è anche routine, così la chiamano i mai contenti a prescindere, invece essa non è altro che stabilità. Sapere che se il mondo intorno ci spaventa, angoscia, a casa ci sarà qualcuno in grado di farci sentire bene e al sicuro
Costa fatica e bestemmie, si paga in lacrime e sangue, però vale sempre la pena passare un nuovo giorno colla persona che abbiamo scelto e sposato.
Non è per i vigliacchi e le codarde, non appartiene a chi scappa a gambe levate. Non l'avranno mai chi è terrorizzato da aver problemi.
Costoro, pur ritenendosi liberi e troppo avanti rispetto alle "persone comuni", non capiranno mai una cosa semplice: tutto il dolore e la sofferenza, svaniranno di fronte al sorriso e all'aiuto che riceverai da tua moglie o tuo marito.
L'amore è prendere un vecchio camper e fare un ultimo viaggio insieme. Prima che la malattia ( demenza senile per lui, tumore per lei) possa piegare e distruggere per sempre quello che si era, quello che si è ancora.

Il tema è un classico del cinema americano: il viaggio, o la fuga, alla ricerca di una felicità perduta. Non finiremo mai di elencare film, canzoni, libri su questo tema. Per cui questo film non vi conquisterà, sicuramente, per via della sua "originalità"  
Ma come ebbe a dire Quentin Tarantino, nel finale di "Tutto può accadere a Broadway": "L'originalità non esiste. Fanculo l'ossessione per l'originalità, essere alternativi, disturbanti, devastanti.
La cosa difficile è mantenersi umani, misericordiosi, compassionevoli, mai paternalisti, quando affronti certi temi.
Ella e John sono due persone. Non santi, non eccezionali, una coppia come tante. Chi lo dice che essere come tanti, significhi non aver storie che valgano la pena di essere narrate?
Il cinema per me è : personaggi, storia, messaggio. Qui i personaggi son descritti talmente bene, sono così vivi, che si passa sopra a una serie di situazioni ripetitive; tipiche del genere portato sullo schermo.
Il tema è quello della morte e della malattia,  che ci portano a ripensare alla nostre vite. Trovo bellissimo che costoro ogni sera rivedano le diapositive della loro relazione. Da fidanzati, freschi sposi, genitori. Le foto non mentono, le foto ci donano l'effimero dono della eternità. Sono le ultime cose che lasceremo agli altri e le prime che corriamo a vedere, quando ci sentiamo tristi.  I nostri amici, i nostri amori, ognuno di noi ha delle foto a cui tiene in modo particolare. Non tutti la possibilità di aver delle diapositive, ma vabbè il ragionamento è lo stesso
Io e mia moglie abbiamo amato molto questo film. Vuoi perché buonisti e politicamente corretti, vuoi perché abbiamo il dono dell'empatia, vuoi perché Virzì ci garba assai. Io in realtà, lo ammetto, per un periodo assai disgraziato della mia vita, lo contestavo, ma è stato assai breve! Per fortuna.
Ho amato questo film per il rispetto, il tatto, l'umana delicatezza, con cui mette in scena due vecchi, ormai giunti alla fine delle loro esistenze. Mi è piaciuto perché mostra il dolore, la solitudine e il peso che comporta invecchiare e ammalarsi, ma senza dimenticare una soffusa tenerezza. Perché da qualche parte, la persona che abbiamo amato, non ci ha abbandonato del tutto, rimane con noi. A sprazzi, brevi istanti, però vive ancora con noi.
Non condivido la scelta finale dei protagonisti, ma la comprendo e capisco. Così come comprendo e capisco che possa non piacere. Non mi interessa
Per l'ennesima volta devo ringraziare Virzì e i suoi collaboratori: Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, per l'ottimo lavoro fatto
Perchè fanno cinema per chi non si vergogna di commuoversi e piangere per la felicità di due persone qualsiasi, ma che terremo nel nostro cuore a lungo.

martedì 16 gennaio 2018

TRE MANIFESTI AD EBBING, MISSOURI di MARTIN MCDONAGH

"La rabbia genera sempre altra rabbia"
Una frase semplice, forse anche banale, pronunciata da un personaggio secondario. Eppure, che ci crediate o no, il cuore pulsante di questo film, sta tutto qui.
Nulla come il dolore ci fa sentire arrabbiati con noi stessi o gli altri. Non importa l'entità della nostra sofferenza, quello che sappiamo è che a un certo punto non abbiamo più il controllo della situazione.
Forse comincia una mattina, magari mentre stai bevendo la tua tazza di caffè. O forse quando sei in fila al supermercato. Senti insinuarsi lentamente in te questa terribile forza, che ci incatena e immobilizza ( una persona arrabbiata o rancorosa è immobilista in tutto e per tutto, teme di spostarsi anche di pochi millimetri, perché la sua sofferenza e rabbia sono le uniche cose che la tengono in vita e che le offrono stabilità) riducendo tutta la vita a una sola missione, un solo valido motivo per vivere.
Questo modo di rovinarsi la vita, credetemi, non è affatto così raro. In moltissimi decidono di lasciarsi travolgere dall'odio, dal dolore rancoroso, da un senso frustrante e crudele di rabbia autolesionista, che rigettano sugli altri. I motivi sono tantissimi e , visti da fuori, a volte anche sciocchi.
Però quando stai male, quando pensi che la tua vita è rovinata, è facile perdersi. Non ci vuole molto che un piccolo caso monti a livelli di furia incontrollabile, contro chi riteniamo colpevole delle nostre sofferenze
Pensa se ti dovessero uccidere qualcuno che ami. Pensa di aver come ultimo ricordo di quella persona ancora in vita, una litigata. Non una semplice, ma di quelle in cui si dicono cose cattive e volgari.
Pensa di vivere col rimorso il resto della tua vita. Come puoi rimediare a tutto questo? Ce ne sono tanti, però penso che mantenere vive le indagini, sia l'idea migliore.

Per questo motivo la protagonista di questo eccellente film, decide di affittare tre cartelloni pubblicitari, dimessi da lungo tempo, per ricordare alla polizia locale di continuare le indagini sull'omicidio della figlia. I toni sono polemici e forti, in più la donna è devastata dalla rabbia, chiusa in un suo soffocante mondo di dolore e rancore.Come non potrebbe esser così, visto la perdita enorme e il senso di totale abbandono che lei avverte, da parte delle forze dell'ordine? Questo scatena dei conflitti che vedranno coinvolti anche altre persone
Perché tutto quello che facciamo o diciamo, ricordiamocelo sempre, scatena delle azioni. Spesso poco piacevoli, dobbiamo subirle e riceverle come segno delle nostre scelte.
Devo dire che quando ho letto in giro, affermazioni tipo: " politicamente scorretto" o "commedia nera", mi son un po' tremate le mani.Credo che il politicamente scorretto sia il rifugio infelice di chi sente il peso di esser troppo "corretto" per inclinazione a subire la vita, o in seconda istanza, il tentativo ridicolo, di intellettuali da quattro soldi per farsi notare. Commedia nera, spesso, mi sa tanto di buttare in caciara cose serissime. Per cui alla fine: tanto scandalo e rumore, ma per conservare e consolare. Non tocchi l'umanità dei personaggi, la durezza di una storia, ti senti figo e un po' un bad boy; torna a casa e a cuccia
Per fortuna questo bellissimo film non fa assolutamente parte di codesta categoria.
Perché l'ottimo Martin McDonagh usa il " il politicamente scorretto" e la commedia nera, in modo assolutamente intelligente, per arrivare a farci ragionare sul bisogno di aprirsi agli altri, aiutarci, solidarizzare e non rimanere prigionieri della propria rabbia.
Questo percorso di stentata, difficile, dolorosa, redenzione è protagonista delle lettere che lo sceriffo del paese, un bravissimo Woody Harrelson, spedisce alle persone più coinvolte da questa storia. Tanto i tre cartelli sono simbolo di sofferenza, rabbia, rivendicazione feroce, tanto le lettere dello sceriffo cercano di portare un po' di sensatezza, empatia, vicinanza. A esser sinceri nella prima c0è tutto un ragionamento su un suo gesto, non ne parlo per non fare spoiler, perà è innegabile che quando il suo poliziotto più ottuso, violento, cretino, insomma più "americano", compie un percorso di cambiamento,  di lavoro su sé stesso, che sicuramente lo porta ad essere un uomo migliore. Non nel senso spielberghiano,  rimane sempre un po' un pirla, ma almeno a fin di bene
Dixon, per me è il miglior personaggio di questo film. Dove si nota un grande lavoro di scrittura, un'attenzione ed empatia verso ogni persona, da parte dell'autore dello script, che ti porta a provar pena e compassione, per uno che fino a qualche minuto prima consideravi un coglione senza speranza.
Invece in questo film esiste, la speranza.
Nascosta dietro la violenza, la morte, le battute acide, i pestaggi ai neri, la bruttezza di vivere in certi paesi di provincia. Eppure esiste e ci mantiene umani
Il finale aperto, ci fa riflettere proprio su questo: siamo davvero costretti ad usare la violenza, la giustizia sommaria, per lenire e superare un dolore troppo forte e insostenibile? O, come nel caso di Dixon, per cambiare vita ed essere una persona migliore?
Non lo sapremo mai. Però una cosa l'abbiamo capita: anche nel profondo Missouri ci sono persone che non si lasciano catturare dall'odio e l'indifferenza. Basterebbe ascoltare le parole dello sceriffo, oppure notare quel nano pieno di dignità e amore.
In fin dei conti siamo liberi di decidere come vivere: nel rancore, cercando vendetta. O convivendo con la rabbia e cercando il sostegno e l'aiuto degli altri
Forse uno potrebbe anche tornare indietro. Forse andare fino all'Idaho, non placherebbe il rancore verso sé stessi e non renderebbe giustizia alla memoria di una figlia
Tutto quello che possiamo fare è decidere. Subendo le conseguenze delle nostre scelte.

lunedì 15 gennaio 2018

ACROSS THE RIVER- OLTRE IL GUADO di LORENZO BIANCHINI

Eh, già! Nel post precedente ho scritto in chiari lettere che voglio passare un 2018, cinematograficamente parlando, leggero. Infatti, cominciamo l'anno nuovo scrivendo una riflessione su un horror! Peraltro non uno di quelli che non spaventano nemmeno un bimbo. Ma una pellicola di quelle inquietanti, da vedere in pieno giorno, possibilmente : 1) non in una casa isolata, 2) non nei pressi di un bosco, 3) lontani dal Friuli Venezia Giulia.


Oltre il guado, è il quinto lungometraggio di un regista che ama profondamente il cinema di genere e lo ripropone ambientandolo spesso nella sua terra: Il Friuli Venezia Giulia. Terra che non fa solo da semplice ambiente da utilizzare per comodità o necessità, visto che i suoi film sono spesso indipendenti o sostenuti da piccoli interventi finanziari, ma è la vera e propria protagonista delle pellicole. Sopratutto attraverso il linguaggio dialettale.
Grazie all'utilizzo del dialetto, le sue pellicole hanno avuto un buon riscontro nelle lande friulane. Va sottolineato quanto il suo lavoro sia anche apprezzato nei maggiori festival di cinema di genere e tra gli appassionati di horror.
Non potrebbe essere altrimenti, visto l'alta qualità di un film come  Across the river.
Un horror puro, potremmo denominarlo così,  con una storia lineare e "semplice", però mai scontata o banale. Sopratutto uno dei pochissimi film che riesce a filmare e far provare, la paura al pubblico. Perché la protagonista è proprio lei: Mrs Fear.
Non è facile spaventare filmando degli alberi o una goccia d'acqua che cade dentro un bicchiere.  Eppure in questo gioiello di film, succede. In fin dei conti una storia simile o la butti in caciara o cerchi di intrappolare gli spettatori in una sottilissima rete di rarefatte inquietudini, fino a un finale più forte. Il quale però non eccede in effetti gore e grossolani, palesa solo la fine raccapricciante che fanno le bestie e gli uomini che, per loro immensa sfortuna, attraversano il guado.
Ma di che parla, codesta pellicola? E' la storia di Marco Contrada, un ottimo Marco Marchese, un etologo che durante una giornata di studi, attraversa il guado e si trova imprigionato dalla piena del fiume. Trova rifugio in un paese abbandonato, dove vorrebbe continuare e concludere le sue ricerche. Il ritrovamento del cadavere di un cinghiale, fatto a pezzi con estrema violenza, gli fa credere che in giro vi sia una nuova specie di predatori. Alcuni strani avvenimenti, lo convinceranno che forse questi predatori non appartengono agli esseri viventi, piuttosto a qualcosa di assolutamente maligno ed affamato.
L'opera è la cronaca implacabile del manifestarsi del male. Delle affinità tra esso e le modalità di caccia dei predatori, che seguono anche per giorni, sfiancandola, la propria vittima.  L'ineluttabilità che colpisce i poveri mortali, quando entrano nel regno delle tenebre.  Gli uomini, in particolare quelli di scienza, si trovano spiazzati da fenomeni che non riescono a controllare. Piano piano Marco scompare. Lo studioso, uomo abituato a usare i mezzi tecnologici e la ragione, lascia spazio a una preda, confusa e a disagio. Il tutto è ancor più terrificante, in quanto pare che la sua fine sia scritta nel destino. Per cui risulta complesso trovare una via d'uscita.
Ottima anche l'idea della coppia di anziani sloveni, i quali conoscono benissimo la maledizione che colpisce quella zona, l'uomo avvisa anche i ricercatori su cosa potrebbero trovare in quella zona abbandonata. Tuttavia non possono agire sugli avvenimenti.
Il male è implacabile ed ineluttabile, come scritto poco prima, e non lascia vie d'uscita.
Bianchini, con pochi mezzi a disposizione, riesce a creare un perfetto incubo, impreziosito dall'uso del dialetto sloveno, parlato in quelle zone
Casomai doveste veder il film su netflix, cliccate su sottotitoli per non udenti. L'unico modo per capire cosa dicono l'uomo e la donna, testimoni - senza volerlo- della terribile sorte che tocca a  chi attraversa il guado.

Le buone intenzioni del 2018

Ogni nuovo anno si apre con una lunga lista di buoni propositi. Quali potrebbero essere per uno spettatore indisciplinato?
Mi sono posto questa domanda perché ormai è sempre più evidente di come io stia cambiando, anche a piccoli e quasi impercettibili passi, come essere umano.
Il cambiamento è l'ossessione degli occidentali, spesso se riguarda altri popoli e nazioni. 
Curiosamente ci spaventa se tale evento accade a noi stessi o ai nostri amici. 
Ho perso il conto delle volte in cui mi son imbattuto in qualcuno che si spertica in complimenti verso chi è uguale a sé stesso, anche se sono passati decenni e decenni.Mentre si giudica male chi a un certo punto ha deciso che non gli stava più bene un certo ruolo, che qualche idea andava cambiata, o che dopo una gioventù dedicata allo sballo, ne aveva piene le balle di finir la serata a vomitare. 
Che non è affatto rock. Il rock rimarrà sempre quella cosa bellissima che scintilla sulle corde di Jimmy Page. Non io che a 41 anni mi comporto da ragazzino, così gli amici del bar sono contenti di  me.
Probabilmente è tutto scritto, Dio o il Destino hanno scelto come dovremmo vivere la nostra esistenza. A noi l'illusione di credere nel libero arbitrio, nelle scelte. 
Io amo le illusioni.
Credo che la speranza, se vissuta in modo attivo, possa renderci più sostenibile la vita.

Perché essa ci porta a tentare di migliorare la nostra vita ( quando dico migliorare intendo piccoli passi in avanti nulla di grande e rivoluzionario). Fidato alleato della speranza, dell'illusione, della voglia di stupirsi, meravigliarsi, è da sempre il cinema.
Prima parlavo di cambiamento e l'ho buttata sul filosofico usa e getta. Non perderò mai il vizio di usare 10 parole quando ne basta una! In realtà notavo come in questi anni, in cui non mi limito a vivere come posso ma come voglio, anche certi miei pilastri e radici su cui ho fondato la mia formazione di spettatore indisciplinato, siano profondamente modificati.
Non sono più apaticamente pessimista, non riesco più a rifugiarmi dietro a un comodo " ma tanto tutto finisce male", ho capito - ma questo lo sapevo da sempre- che sta storia del buonismo, del cinema che ci ricatta moralmente, la battuta acida ogni volta che ci commuoviamo, non mi interessano più. Né in me, né negli altri.
Se fino a qualche tempo fa citavo alcuni maestri del cinema, per rafforzare la mia tesi su un pessimismo cosmico da discount, ora mi rendo conto che non mi riconosco per nulla nei loro pensieri ( che rimangono sempre alti e nobili poiché parliamo di grandi maestri però mi sarei un po' rotto le palle).
Non mi serve per forza che il cinema sia disturbante, devastante, figurati visionario.  Se questi elementi ci sono e vengono usati bene, mi fa piacere, ma non credo più in un unico metro di giudizio per farmi piacere un film.
I film "buonisti e consolatori" sono ridicoli tanto quanto quelli che a tutti i costi ci tengono a dimostrarsi "cattivi, senza speranza"
Perché è più facile mostrare un gesto negativo, piuttosto che affrontare il tema del perdono, della solidarietà di classe e umana, o mostrare una famiglia in cui non vi siano tragedie e rancori sopiti.
In fin dei conti al cinema cerchiamo conferma della nostra vita. Vogliamo che il film ci dica che abbiamo ragione. 
Vogliamo continuare a vivere senza sforzi.  
Per cui anche il cinema o le serie tv " anti retoriche e non buoniste", ci donano tanta consolazione. Non rivoluzionano nulla e son ben schierate col pensiero dominante di questi tempi: fa tutto schifo ma io non c'entro nulla.

In questo 2018 ho voglia di leggerezza. Non superficialità, che è tutta altra cosa.

martedì 19 dicembre 2017

Classifica Film 2017 : il resto del mondo

Dopo la novità delle migliori serie tv e quella tradizionale del cinema italiano, ecco la classifica dei miglior film stranieri visti in sala nel 2017
Ps: Non far mai più affidamento sulle mie capacità mnemoniche! Mi sa che dimenticherò qualche titolo per strada ma non temete,  MOONLIGHT c'è e combatte insieme a noi!


- Jackie


Opera di assoluta e dolente pulcretudine, profonda e toccante senza mai scivolare nelle lacrime facili o , peggio ancora, "trattenersi".
La morte che colpisce una vita all'improvviso, l'elaborazione del lutto, la fatica per ritornare a vivere. Questo è il film. Definirlo solo cinema è poco, a mio avviso, perché riesce ad abbattere la divisione schermo e spettatori, rendendo umanissima la sofferenza di una donna che non vive sicuramente una vita come tanti comuni esseri mortali
Smitizza Kennedy e Jacquiline per darci una donna distrutta dal dolore e la sua faticosa rinascita
Qui la recensione: http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/02/jackie-di-p-larrain.html
l



-Silence



Non è facile portare Dio, il suo mistero e il suo silenzio, sullo schermo. Questo film ci riesce totalmente. Cinema d'autore nel senso vero e reale del termine, tra le opere migliori di Scorsese.
Qui la recensione: http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/01/silence-di-martin-scorsese.html


-Detroit


Il film più duro, violento, crudele, doloroso del 2017.  Una storia vera portata sullo schermo con grande forza morale ed etica per denunciare la violenza del sistema e la repressione poliziesca.
Potremmo definirlo anche un horror urbano, visto l'alto tasso di inquietudine messa in scena in ogni inquadratura. Invece è solo L'America
Qui la recensione: http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/12/detroit-di-kathryn-bigelow.html

- L'altro volto della speranza


Una glaciale, surreale, caustica, commedia sulla speranza e sulla solidarietà nei confronti di chi vive sulla propria pelle le barbarie della guerra
Kaurismaki mette in scena il suo consueto universo fatto di personaggi e situazioni paradossali e stralunati, eppure umanissimi e - a modo loro- commoventi.

-Ritratto di famiglia con tempesta



Questo è un classico esempio di cinema che amo alla follia: storie comuni, personaggi radicati nel vivere quotidiano, profonda e reale presenza dei sentimenti.
Kore- eda torna a parlare di nuclei famigliari non del tutto pacificati, lo fa attraverso il suo riconoscibile stile: asciutto, equilibrato, empatico e umanissimo.
Qui la recensione : http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/06/ritratto-di-famiglia-con-tempesta-di-h.html

- Sette minuti dopo mezzanotte


Il cinema di genere alla massima potenza, quando non è solo un stanco ripetere stereotipi e luoghi comuni per intrattenere il pubblico ma usa le regole per parlarci di altro.
In questo caso si narra il triste romanzo di formazione di un ragazzino che deve affrontare una cosa troppo grande e pesante per lui: la morte
Una morte sempre presente, quotidiana, la quale piano piano porta via la madre al ragazzino ( lei è malata terminale di cancro).  Come riuscire a superare tutto questo soffocante dolore? La fantasia, l'immaginazione, un amico mostruoso ed immaginario, forse possono essere d'aiuto
Qui la recensione:http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/05/7-minuti-dopo-mezzanotte-di-juan.html

-Moonlight


 Film tanto detestato e odiato da moltissime persone. In realtà è un bellissimo film che mostra l'umanità dove meno te l'aspetti o dovrebbe trovarsi.  Ruffiano? Furbo? Non rimarrà nulla di questo film tra qualche anno? Forse sì.
Ma cosa diceva Clark Gable nel finale di Via col Vento: " Francamente me ne infischio"
Qui la recensione: http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/03/moonlight-di-benny-jenkins.html

-Blade Runner 2049


Potrei azzardare dicendo che forse è il miglior film del 2017. Per quanto mi riguarda una pellicola epocale, leggendaria, capace di confrontarsi col primo capitolo senza uscirne ridicolizzata.
L'agente K , un immenso Ryan Gosling, è uno di quei personaggi indimenticabili e memorabili che fanno la storia del cinema
"Eh, ma è lento!" Mucala Pirla!
Con questo abbiamo anche risolto il problema degli spettatori precoci
Qui la recensionehttp://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/10/blade-runner-2049-di-denis-villeneuve.html

-Florence
Io amo le commedie. In particolare quelle che trattano di relazioni sentimentali e umane. Questa pellicola, basata sulla storia autentica della vera Florence, mi ha conquistato per la credibilità del rapporto tra la protagonista e il marito.
Il quale, nonostante sappia che ella è priva di qualsiasi talento canoro, cerca di renderla felice organizzando i suoi concerti.
Tra le righe si avverte l'amarezza,  la follia di non riconoscere i propri limiti, però Frears non calca mai la mano, ed è un bene.  Non dobbiamo ridere di una donna che si rende ridicola, ma empatizzare con lei.
Direi che l'opera ci riesce benissimo
Meryl Streep eccellente come sempre, Hugh Grant è la vera sorpresa. O meglio la conferma che in questo tipo di cinema, sia tra i migliori
Qui la recensisone :http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/01/florence-di-stephen-frears.html
- Paddington 2

Può un sequel essere migliore di un già ottimo primo capitolo? Sì! Paddington 2 ne è la dimostrazione
Puro, incontaminato film per famiglie, diverte grandi e piccini, lasciando incantati per gli ottimi effetti di computer grafica.
Ottimo anche il cast in carne ed ossa, su tutti il cattivo interpretato da un ottimo Hugh Grant

Qui la recensione :http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/11/paddington-2-di-paul-king.html

-Split

  Questo film nasce come un horror che vede tre ragazzine rapite da un folle e finisce come un comic movie più oscuro e feroce. Una vera gioia per occhi e cuore di qualsiasi cinefilo. Non vedo l'ora di veder il seguito! Una sorta di mash up tra questo meraviglioso primo capitolo e il leggendario Unbreakable

-Patty Cakes
Riuscire a commuovermi, divertirmi, farmi tifare per i personaggi, mettendo in scena un "musical Hip Hop". è impresa pressoché impossibile; visto che non amo affatto il genere
Eppure questo bellissimo film ci è riuscito! Grazie a una sceneggiatura ben scritta, ai suoi personaggi descritti con attenzione alle loro psicologie.
Opera dolce e amara, celebra la possibilità di concretizzare i sogni, ma non in modo troppo banale

-Baby Driver

" Mi esalta!" Ecco come commenterebbe questa pellicola il mai fin troppo compianto Guido Nicheli
E avrebbe ragione!

Qui la recensione: http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/09/in-questa-scena-ce-tutta-lanima-di-un.html



E anche questo anno abbiamo concluso! Non temete le classifiche tornano ogni anno.. Al 2018!


lunedì 18 dicembre 2017

Classifica 2017 : ITALIA OH DOLCE ITALIA

Se dovessi esser sincero dovrei ammettere che fino a qualche mese fa, ero convinto che non avrei trovato materiale per una classifica dedicata a un mio grande amore cinematografico: il cinema italiano.
Non è iniziata benissimo questa stagione cinematografica, per un certo periodo ho faticato a trovar dei titoli. Per fortuna le cose sono nettamente migliorate in seguito e così abbiamo la lista!
Eccola!

 A Ciambra


Opera meravigliosa sospesa tra indagine sociale e formazione personale. Il passaggio di un ragazzino, appartenente alla comunità degli zingari, da un'adolescenza fatta di piccoli furti al diventare "uomo" e partecipare alle azioni degli adulti
Qui la recensione che scrissi quando andai a vederlo
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/09/a-ciamabra-di-jonas-carpignano.html

-Una Famiglia


Opera controversa che ha il grossissimo merito di aver fatto infuriare i moralisti dell'anti moralismo. Melodramma spinto, feroce, crudo che parla di bambini venduti, gente disposta a tutto pur di aver un figlio- quasi fosse un oggetto da mostrare agli altri- . Ho amato tantissimo questo film sia per la cura con cui è girato, che per i personaggi .

Cuori Puri
Questo anno, al cinema, sono usciti diversi film piccoli e coraggiosi. L'indagine sociale, la rappresentazione di realtà difficili, pur filtrate da un alto senso del cinema  e della personalità dei suoi giovani autori. Chi come me ama i film che affrontano la realtà e i personaggi presi dal vivere quotidiano, non potrà che gioire per questi film
"Cuori Puri" è tra i migliori di questa categoria. Assolutamente da non perdere e recitato benissimo da tutto il cast.
In particolare i due giovanissimi protagonisti
Qui la recensione 
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/07/cuori-puri-di-roberto-de-paolis.html


- Orecchie

Commedia originale e divertentissima, la quale si distacca dal solito metodo di intendere il genere e proporre i personaggi. Azzardando potremmo definirlo un incrocio tra i primissimi film di Moretti e certe opere "leggere" di Woody Allen.  Per quanto mi riguarda la commedia "alternativa" dell'anno.
Qui la recensione
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/08/orecchie-di-alessandro-aronadio.html

-Sicilian Ghost Story


Una favola macabra e vera, lo scontro tra la scoperta dell'amore e un mondo criminale e squallido. Una terra tanto magica, quanto oppressa dalla mafia. Surreale, commovente, durissimo. Un grande e necessario film
Qui la recensione
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/05/sicilian-ghost-story-di-antonio-piazza.html

-Sole Cuore Amore
Per quanto mi riguarda il miglior film italiano di questo 2017. Ma come? L'hai messo a metà classifica? Si.  Per ribadire che a me non frega dire il numero uno o dieci, ma far conoscere pellicole che magari sono passate inosservate. Questo film narra la vita vera di migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici nel mondo dorato di chi si occupa delle fake news su facebook ad opera di quattro cretini, ma non ha nulla da dire sulla situazione del lavoro e dei lavoratori.
Un mondo disgustoso il nostro, che consideriamo bello perché compriamo, scriviamo quello che ci pare, siamo liberi
Senza comprendere che se il lavoro ti porta via tutto il giorno e ti incatena ai suoi ritmi, per una paga risibile, non sei per nulla libero.
Qui la recensione
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/05/sole-cuore-amore-di-daniele-vicari.html


Ammore e malavita


Il vero e unico Musical di codesto anno cinematografico. Opera di grande bellezza che usa benissimo i classici difetti del cinema dei fratelli Manetti- per me assai sopravvalutati-  creando un film decisamente riuscito e interessante. Ottimo il cast, in particolare  Raiz.

Qui la recensione
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/10/ammore-e-malavita-de-manetti-bros.html

- L'intrusa
Le colpe dei criminali devono cadere su mogli e figlie? La difesa delle vite oneste è più importante dell'accoglienza di qualsiasi persona in difficoltà? Il film facendo leva sui personaggi, le loro azioni  e relazioni, ci induce in riflessioni non banali e schematiche. 




-Gli sdraiati


Alcuni film non hanno la forza visionaria o il tema scottante da proporre agli spettatori. Alcune opere descrivono cose normalissime, forse scontate e banali, come il rapporto padre e figli. Qualcuno di questi film possiedono un tocco lieve e preciso e una descrizione della gioventù partecipata e attenta, da meritarsi un plauso 
Ottimo ritorno alla regia di Francesca Archibugi

http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/12/gli-sdraiati-di-francesca-archibugi.html

-Tutto quello che vuoi


Questa opera di Bruni andrebbe vista insieme al film della Archibugi. Entrambe parlano di rapporti generazionali, portano in scena giovani credibili con un tocco leggero ma non paternalista. Il protagonista di questo film è un ragazzo che spreca le sue giornate al bar con i suoi amici. Giovani un po' coatti, un po' tamarri. Costoro sono facilissimi da condannare e indicare come classico esempio di gioventù senza valori e ideali.
Alessandro, questo il nome del protagonista, per punizione è costretto a lavorare a stretto contatto con un uomo anziano, malato di alzheimer. Il vecchio è un poeta che da giovane ha partecipato alla resistenza e che quanto pare nasconde un tesoro da qualche parte in Toscana. I giovani pensano bene di partire per impossessarsi di quel ricco bottino e sistemarsi per bene
Torneranno maturati,  cambiati, perché a questo servono gli altri: farci crescere
 Film molto amato in casa Viganò (l'abbiamo visto due volte al cinema) ha la sua forza nell'interpretazione diretta ed entusiasta di tutto il cast. Bravissimi i ragazzi, splendido e memorabile Giuliano Montaldo




-The Place


Paolo Genovese ha preso la strada del cambiamento e ci sta riuscendo. Dopo il bellissimo " Perfetti Sconosciuti", con questa pellicola- tratta da una serie tv- riscrive e rielabora il suo cinema offrendo una visione del tutto inedita e decisamente drammatica.

Qui la recensione
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/11/the-place-di-paolo-genovese.html

- Il colore nascosto delle cose


Silvio Soldini torna alla fiction con un film toccante per quanto sobrio ed equilibrato. Opera che può esser vista come "romanzo di formazione" di un eterno giovane, il quale maturerà grazie all'amore, o come classico film sentimentale rivelatore di una verità spesso dimenticata:  quando amiamo possiamo superare ostacoli e barriere.
Adriano Giannini è bravissimo nel ruolo del classico uomo immaturo ma Valeria Golino è davvero eccezionale per intensità ed equilibrio nel dar vita al suo personaggio : una non vedente che non si arrende e vive con forza ogni giorno.



- Fortunata
Un melodramma sottoproletario di grandissima forza e potenza. Cinema popolare nel senso alto del termine, che non teme neppure di essere ridicolo. Opera potente, forte, estremamente passionale, usa la periferia e i suoi abitanti, ma non vuol essere realistico o documentaristico. Attenzione! Attenzione! Si possono far film ambientati nelle periferie e non essere pasoliniani, ma dover tanto a quel grande genio di Raffaele Matarazzo.
Bravissima Jasmine Trinca, straordinaria protagonista di questo ottimo film assolutamente ed orgogliosamente imperfetto.





venerdì 15 dicembre 2017

Classifica 2017 : serie tv viste 2016-2017

Lo so, per medici, dotti e sapienti le classifiche sono stupidi passatempi, una terribile perdita di tempo e sopratutto il monumento al " E che cazzo ce ne frega".
Scegliete o classifiche o il domandone finale: " Cosa fai per capodanno?".
A me esse divertono assai.  Le faccio più che volentieri e le leggo con attenzione, Perchè è da questi piccoli particolari che puoi farti un'idea delle persone.
Non sottovalutare le conseguenze delle classifiche di fine anno. Questo lo diceva il mio amico Titta.
Fare classifiche non salva il mondo. Nemmeno ci rende più intelligenti o migliorI, però ci aiuta a conoscere opere che magari abbiamo tralasciato e a sentirci meno soli quando un film che tanto abbiamo amato, piace anche ad altri. Piccole cose ma per me assai importanti.
Per cui diamo il via alle nostre indisciplinate opinioni su le serie tv e i film migliori di questo 2017. Non credo parlerò dei prodotti brutti  . In fin dei conti cazzo frega a me di dar spazio a cose che non mi sono piaciute affatto.
Meglio spender parole per serie tv e  film che ci hanno commosso, emozionato, divertito,  Io penso che una persona tu la possa conoscere meglio quando mette in scena i suoi sentimenti positivi verso gli altri o l'arte.
Un pensiero buonista che ho voluto scrivere solo per una mia lotta personale contro il buonismo borghese di Gramellini. Sì; vorrei tanto aver una mia rubrica sul Corriere Della Sera.
"Pucciosità d'Italia. "Ho già il titolo della rubrica e molti articoli svenevoli e sdolcinati, proprio come piacciono a me.
Vabbè...

Si comincia!
ps: alcune serie sono di fine 2016, le ho messe in questa classifica perché l'anno scorso ne ho viste poche e non avevo voglia di scrivere su di esse.

- Crazy  Ex Girlfriend





Volete che non apra una classifica colla serie televisiva  dell'anno? Cioè una serial tv dove l'elemento  Musical è parte fondamentale nel descrivere i sentimenti, sogni, sopratutto follie dei personaggi? Commedia di grana grossa alla Apatow,ma con elementi di malinconia nel descrivere il bisogno d'amore dei vari esseri umani coinvolti. La forza di questa serie è quella di metter in scena dei personaggi ben scritti, ricchi di difetti tanto comuni. A parte la protagonista che è una splendida stalker.
Attendiamo la terza stagione.
Le prime due potete vederle su Netflix.




- Young Pope


Una nuova riflessione sul potere da parte di Sorrentino, questa volta si tocca il Vaticano . Opera di assoluta bellezza visiva e con un pugno di personaggi memorabili. Su tutti regna e domina il Papa conservatore e titanico Pio XIII, un memorabile Jude Law
Serie Sky.-The Crown
Gli inglesi sono bravissimi nel romanzare e portare tanto sul piccolo quanto sul grande schermo, la loro storia. In particolare le biografie di re e regine.
Questa serie è tra le migliori in assoluto per precisione storica e interpretazione del cast. La prima stagione verte quasi tutta sulla giovane Elisabetta alle prese colla responsabilità di governare un grande paese scontando il fatto della giovane età. Memorabili gli incontri/scontri tra la giovane regnante e quella vecchia volpe di Churchill.  La seconda stagione è appena cominciata, ma promette molto bene. Mi garba in modo particolare l'equilibrio nel mettere in scena la vita pubblica e privata della regina, umanizzandola ma senza troppa agiografia. Bravissima  Claire Foy
Serie Netflix.

- Broadchurch





Un paese della costa inglese è sconvolto per l'omicidio di un ragazzino. Sul caso indagano una poliziotta locale e il suo superiore: un poliziotto dal carattere non facile, finito in quel paese dopo aver fallito le indagini su un caso a Londra
I due investigando portano a galla tutto il male e le debolezze dei concittadini.  Queste miserie e relativi segreti avranno conseguenze tragiche - il suicidio di un uomo tormentato ingiustamente come pedofilo- e pesanti per tutti. In particolare per la poliziotta.
Tre ottime stagioni, la seconda è forse la migliore. Essa si collega direttamente colla prima e analizza meglio le conseguenze della morte del ragazzino, non tanto sul paese, quanto sui  nuclei  famigliari coinvolti dal delitto Scomparsa che frantumerà queste famiglie, rovinerà per un lungo periodo l'amicizia tra due donne molto legate fra loro, il tutto descritto con grande cura per la psicologia dei personaggi e attenzione alle loro azioni. Non serve render spettacolare il dolore o condannare un singolo personaggio. Tutti hanno delle grandi debolezze e in qualche modo cercano di sopravvivere. La terza stagione affronta il tema della violenza sessuale, senza mai apparire morbosi neppure quando la violenza ci viene mostrata.
Sono tanti i personaggi a cui ci si affeziona, ma la coppia di poliziotti protagonista è senza ombra di dubbio tra le migliori portate in scena. Torneremo a parlare di questa serie in un post di confronto/scontro con un'altra ottima serie.Ma questa volta americana.
Serie Netflix.

-  The Bridge

Ancora una coppia di poliziotti composti da una donna e un uomo, questa volta però sono una svedese e un danese.  Sembra un particolare da poco ma fidatevi: non è così.
Lei è una donna con grossi problemi a relazionarsi col mondo e gli altri,.Ella vive solo di lavoro e fugaci avventure sessuali. Nella seconda stagione tenterà di instaurare una relazione seria ma diciamo che non andrà benissimo. Lui è decisamente l'opposto: più gioviale e umano. Egli ha un grosso difetto: non riesce ad essere fedele in una relazione amorosa. Sembra un piccolo particolare, una cosa da poco, invece è fondamentale per il finale sia della prima che, sconvolgente e di grande impatto, della seconda.
Nella prima stagione indagano sui crimini di un criminale che sconvolge la Svezia e la Danimarca, per questo i due collaborano insieme  L' indagine mette in luce un mondo freddo, privo di sentimenti e soffocato dall'indifferenza e dalla ferocia. Una società in cui gli esclusi sono messi ai margini. Infatti i crimini del cattivo evidenziano aspetti negativi della vita pubblica nei paesi nordici.
Il finale è una bella mazzata per quanto sia amarissimo e doloroso, sopratutto per il povero Martin.
La seconda stagione ha una trama più complessa. Parte indagando su un gruppo di fanatici eco-terroristi e si conclude con un complotto che in quanto tale rimane nell'ombra.
Visto che ci hanno rallegrato con le puntate di queste due meravigliose stagioni, come finire? Con un epilogo in cui il dovere ha la meglio sull'amicizia, dove la vendetta acceca e conduce alla fine, in un mondo perennemente grigio.
Serie Netflix.

- Mindhunter
Come funziona la mente di un serial killer? Ci sono elementi in comune tra i vari assassini? Per proteggere la società da costoro, basta il solo arresto o dovremmo prevenire (se fosse possibile) il male che fanno attraverso l'uso della psicologia e delle scienze ad essa collegate?
Basata su una storia vera, ovviamente romanzata per le esigenze di una serie tv, cioè la creazione di un reparto che cataloga, archivia e studia la follia degli assassini seriali.
Costoro ci vengono presentati durante gli interrogatori che i due agenti dell' F.B. I.  fanno per comprender le motivazioni di tanta violenza e crudeltà.
Gli interrogatori sono la parte migliore della serie, perché ci mostrano assassini sadici e disprezzabili, vittime a loro volta di rapporti pessimi colle madri., Bambini cresciuti in ambienti in cui l'affetto è bandito e vige la regola della sopraffazione sul più debole
Tuttavia la serie tv non vuol giustificare le azioni dei serial killers . Loro sono criminali ed è giusto che stiano in galera.  Per cui non c'è confusione tra bene e male, giusto e sbagliato, come va di moda di questi tempi dove se ti azzardi a dire: "Egli è malvagio, condanniamolo! "Viene visto come "moralismo"
Guardando questo telefilm (etichetta desueta e vetusta ma usiamola va) non ho provato pena per gli assassini, ma dolore e strazio per le loro vittime: seviziate, trucidate, massacrate. Per loro e le loro famiglie.
E per quei bimbi che se qualcuno avesse amato di più non si sarebbero trasformati in mostri.

Serie Netflix.

- In Treatment
Cosa succede durante una seduta di psicoanalisi? Come lavora un psicologo, in questo caso mi par un psichiatra addirittura,  con i suoi pazienti? Come li aiuta? Queste sono alcune delle domande alle quali questa serie tv cerca di rispondere. Versione italiana di una notissima serie israeliana venduta in metà mondo, In Treatment è assai utile per comprendere l'importanza di andare in terapia.
Lo so, per molti è quasi un'onta dire : " Vado dal psicologo". Non ci sono remore a dir a tutti che tradisci la moglie, sei andato colle ragazzine durante l'ultimo viaggio all'estero ma per carità: zitti se per caso dovessimo andar da un psicologo o affine.
Per questo credo che questa serie compia un gesto etico e sociale fondamentale e importante: mostrare il lavoro e l'aspetto umano dietro ogni terapia.
La seconda stagione per me è la migliore. I casi sono più interessanti e i personaggi scritti benissimo. Si perde un po' nella terza e conclusiva . Però rimane un prodotto davvero ottimo, forse non di facile visione per molti , visto che non si esce mai dallo studio del psichiatra,  in quanto è tutto basato sulla parola. Questa cosa mi piace assai: come le parole e il parlare possano sia aver funzione salvifica che generare dolore . I pazienti sono interclassisti e di ogni età, per evidenziare come tutti abbiamo bisogno di un aiuto psicologico, anche lo stesso terapeuta.
Il quale infatti va a farsi analizzare da una sua ex professoressa.  Ho amato molto questa serie tv, anche per il fatto che stimo parecchio chi dedica la sua vita e professione alla cura dei piccoli o grandi problemi dell'anima e della mente degli altri.

Serie Sky.

- 1993
"Ogni rivoluzione ha un prezzo" Figuriamoci quando è borghese e pretende di cambiare il sistema mantenendo il regime economico-sociale pressoché intatto.
"1992" parlava di Tangetopoli e della fine della Prima Repubblica. Un anno in cui pareva davvero che ci fossimo liberati dei ladri di stato e dei capitalisti.  Anno in cui la Lega faceva la parte che oggi compete ai grillini: il partito nuovo e della gente. Visti i risultati penso che vi siano problemi con i partiti nuovi e colla gente.
Comunque c'era euforia, rabbia e desiderio di cambiamento.
1993  spegne ogni entusiasmo e ti ricorda una vecchia lezione: Il Potere si sbarazza dei suoi vecchi complici e ne trova di nuovi. O lo distruggi ,come saggiamente hanno fatto i bolscevichi, o fai la fine della rivoluzione francese e di quelle che hanno subito/dato origine alla Restaurazione
D'altronde un ottimo professore "catto fascista" per alcuni, di destra per me, come Franco Cardini ha ribadito più volte di essere favorevole alle rivoluzioni perché instaurano il conservatorismo .
Per cui la serie abbandona ogni elemento di sana rabbia popolare per dar luce a quanto di nefasto si sta delineando all'orizzonte: il berlusconismo. Cioè quel ventennio che ha distrutto il paese dal punto di vista etico, morale, intellettuale. Venti anni che hanno avuto anche una forte opposizione, soffocata in alcuni anni di governo del centro sinistra.
1993 racconta la nascita di Forza Italia, gli scontri nella Lega, i suicidi eccellenti, come se tutto fosse avvolto da una nerissima notte senza fine.  Qualche cattivo pagherà duramente per i crimini fatti ma la sua scomparsa verrà sommersa dalle risate e dalla felicità degli sciacalli che ci troveremo a governare il paese.
Serie  Sky.

-   Stranger Things
 La mania nostalgica per i pleonastici anni 80  è il marchio indelebile e di fabbrica dei nostri tempi. Uomini e donne che si lamentano perché gli rubano l'infanzia causa qualche remake di un film del periodo.
Che i miei coetanei considerino la loro infanzia solo una serie di film e prodotti assolutamente discutibili e non una giornata coi genitori, gli amici, corse e giochi coi coetanei, insomma la vita reale di ogni bambino, è un dato assai preoccupante. Tuttavia non mi interessa più di tanto. Non amo la mia generazione.
Ovvio che tutta questa voglia di anni 80 porti cinema e tv a sfornare prodotti per quel vasto pubblico d tristi peter pan.
Tra i vari prodotti questa serie è tra le cose migliori. Perché sembra un vero film anni 80 senza gridartelo in faccia ogni due secondi, è ricco di citazioni ma non si ferma alla lista della spesa dei film citati, li rielabora per il buon proseguimento della trama. Sopratutto è un prodotto Kinghiano dall'inizio alla fine, con una piccola spruzzata di Spielberg.
La forza reale di questa serie è nella rappresentazione del mondo dei ragazzini. Vi è rispetto per essi, sono descritti come amici che insieme cercano un loro spazio nel mondo. Il quale non par voglia accettarli con gioia e calore.
Nel cast anche una rediviva e ottima Winona Ryder. Non aggiunge nulla di nuovo, non fa nessuna rivoluzione ma si lascia seguire con immenso piacere.
Devo ancora veder le seconda stagione, speriamo bene!

Serie Netflix.

-Tredici




Ancora adolescenti protagonisti ma questa volta la serie è ambientata ai giorni nostri. Una ragazza si toglie la vita,  prima di farlo regista tredici cassette nelle quali accusa i suoi compagni di averla portata all'insano gesto. L'ascolto di queste audiocassette genera scontri e porta alla luce un mondo a dir poco orribile.
Ne parlo più approfonditamente qui
http://lospettatoreindisciplinato.blogspot.it/2017/06/tredici-13-reasons-why.html


Serie netflix.

- Sense 8
Opera più unica che rara nella storia delle serie tv, si perde un po' nel mettere in scena i cattivi e tutti i complotti pseudoscientifici ma ha un grande punto di forza: i personaggi.  Ognuno è descritto al meglio delle proprie potenzialità pur restando nel terreno del genere. C'è tanta umanità, tenerezza, e in un mondo sempre più arido ci ricorda quanto siano fondamentali i rapporti e le relazioni con gli altri esseri viventi.
Aspettando il puntatone finale, girato anche a Napoli, il quale sicuramente donerà gioia infinita ai nostri occhi.

Serie Netflix.

- Downton Abbey 
Questo anno io e mia moglie abbiamo ripreso a veder questo classico della tv inglese. Lo avevamo lasciato alla terza stagione e complice Netflix abbiamo deciso di riprendere da capo la visione.
Pur con tutti i limiti di un prodotto liberal-conservatore rimane sempre tra le migliori serie tv mai fatte da quando c'è la televisione .
Serie Netflix.

Colle serie tv abbiamo finito. Le prossime riguarderanno come sempre il cinema italiano e quello straniero.